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Primavera sempre ultima, Mariani sulle giovanili: “Divario col nord, per crescere serve migliorare nomea”

Timidissimi segnali di risveglio per la Primavera della Salernitana, che pareggia a Parma e prova – nel rush finale del campionato di categoria – ad evitare di confermarsi per il quarto anno consecutivo la cenerentola del suo girone. La massima formazione giovanile granata non riesce a ingranare da quando la prima squadra è tornata in B, in termini di classifica e di calciatori prodotti: troppo poco, l’impiego dei due pur promettenti Gaeta e Novella nelle partite balneari contro Foggia e Palermo sul finire dello scorso campionato.

“Vogliamo fare cose incredibili”, aveva commentato Alberto Mariani in estate, prima dell’inizio del campionato Primavera 2, quand’era l’allenatore della squadra. Ora, dopo due ribaltoni in panchina, è stato promosso al ruolo di coordinatore del settore giovanile ma la Salernitana Primavera resta sempre mestamente nei bassifondi con 5 punti. Il Cittadella, penultimo, ne ha 8. “Lo ribadisco, pensavamo di poter fare grandi cose ma abbiamo accusato troppo il divario che c’è tra le squadre del nord e quelle del sud – ha affermato ieri a margine dell’incontro tenutosi al club Mai Sola, presieduto da Antonio Carmando, un focus sul ruolo dell’educatore nel mondo del calcio – Per poter rinforzare il nostro settore giovanile dobbiamo migliorare il ‘nome’ della Salernitana, visto che i ragazzi della zona scelgono altre mete a causa della cattiva nomea. Vanno convinti a sposare questa società, per farlo non esiste altro che il lavoro”. Un po’ il cane che si morde la coda, però. Servono investimenti importanti. Partita con Mariani in panchina, dopo un punto in sette gare la Primavera ha abbracciato in panca il duo Mattia Lombardo-Gigi Genovese, fino all’addio di Colantuono che – a cascata – ha portato all’ennesimo ribaltone con l’arrivo del suo ex vice, Roberto Beni, alla guida dei granatini.

“Ho affrontato con tantissimo entusiasmo il mio nuovo ruolo di coordinatore delle giovanili. Ce l’avevamo in mente da un po’ di tempo e dopo varie annate in panchina pensiamo che posso dare qualcosa sia ai nostri allenatori che al nostro settore. Appena il direttore me l’ha proposto, gli ho chiaramente detto di sì e ci sto mettendo tutta l’esperienza accumulata negli anni e tanta passione. Spero che i risultati siano dalla nostra parte e ci diano ragione” ha aggiunto Mariani, prima di spiegare nel dettaglio i due avvicendamenti ravvicinati: “Sicuramente una cosa non normale. È molto difficile vedere un cambio di allenatore in corsa a livello giovanile, figurarsi due. Però le circostanze hanno voluto così. Quando è successo il passaggio tra me e Lombardo dovevamo trovare la figura che coordinasse tutto il settore giovanile. Parlando col direttore, dopo più di vent’anni da allenatore un po’ di stanchezza si sente e con più entusiasmo mi sono buttato da quest’altra parte. Per trovare un sostituto e abbiamo pensato che la soluzione migliore fosse quella di Lombardo e Genovese. Quando poi è stato esonerato Colantuono, non avevamo voglia di perdere un buon allenatore, un professionista e soprattutto una bella persona come Roberto Beni. Dunque, abbiamo optato per metterlo alla guida della Primavera con Lombardo che è tornato in prima squadra. Sono state scelte giuste e di alto livello che purtroppo abbiamo dovuto fare. Dico purtroppo per i ragazzi che inevitabilmente potrebbero accusare ripercussioni ma sono certo che Roberto saprà dargli serenità e porterà risultati“. La speranza è sempre l’ultima a morire. Dopo i due ultimi posti del 2015/16 e del 2016/17 con la guida tecnica di Marco Savini, la società di Lotito e Mezzaroma decise di riaffidarsi a Mariani, già a Salerno nel 2014/15 come trainer della Berretti ed uomo di fiducia del ds Fabiani, per il campionato 2017/18: nella scorsa annata un penultimo posto per lui (ma con 26 punti, a ridosso del gruppone), meglio solo del fallimentare Avellino ultimo a quota zero, adesso l’ennesima ristrutturazione che vede sempre i granatini arrancare.

A proposito di ribaltoni, anche i più piccini hanno visto cambi in panchina a stagione in corso. “Ci sono stati tanti cambiamenti, ma in nessun caso si è trattato di esonero, solo cambi di ruolo che speriamo possano fare bene alla nostra Salernitana. Nell’U15 è andato via De Santis perché avevamo bisogno di un collaboratore in prima squadra e siccome Colantuono aveva già conosciuto Ernesto lavorando con lui in ritiro, si è pensato di portarlo su“, spiega il coordinatore. Al suo posto, l’U15 è stata affidata a Claudio Longo, ex trainer dei giovanissimi regionali.

Oggi in generale, parlando di settore giovanile, vedo gli allenatori molto più sereni perché hanno un punto di riferimento, c’è stima e accettano volentieri un consiglio. Si sentono protetti da una figura che prima non avevamo. Ad esempio i ragazzi che si allenavano a Baronissi non avevano nessun riferimento in società. Vedo tanti miglioramenti nelle scuole, nei convitti e nei comportamenti dei ragazzi. Abbiamo rafforzato i gruppi dal punto di vista dell’unione. Possiamo fare grandi cose e c’è tanto, tanto, tanto da lavorare – ha detto ancora il fiducioso Mariani – Difficoltà nel rapporto coi baby calciatori? A me non è mai capitato forse perché ho avuto la fortuna di essere cresciuto come allenatore con un figlio che gioca a calcio e riuscivo a capire le esigenze dei ragazzi che allenavo. Anche per questo dico che è bene per un allenatore di giovani essere già genitore, può starci meglio dentro. Poi chiaramente anche chi non è genitore può lavorare bene con i giovani ma chi sa cosa vuol dire avere un figlio si approccia sicuramente molto meglio. Bisogna toccare tante corde e stare attenti al loro momento emotivo”. La speranza è che l’anno del centenario possa smuovere anche la situazione del settore giovanile con risultati più dignitosi sotto tutti i punti di vista.

 

1 Commento

1 Commento

  1. Michele

    28/01/2019 at 11:20

    L’hanno scorso l’ Avellino e stata la “Cenerentola” del campionato… Detto questo anche nei campionati primavera ci vogliono i soldini oltre la competenza…

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