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Micai finisce a Striscia ma per Gregucci non si cambia: alternanza tra i pali sempre deleteria

Toccato il fondo, si può soltanto risalire. Alessandro Micai l’ha fatta grossa venerdì sera all’Arechi contro il Benevento, tanto da meritarsi finanche il poco ambito “premio frittata” elargito ironicamente da Cristiano Militello di Striscia la Notizia. L’erroraccio che ha deciso il derby è soltanto l’ultimo di una preoccupante serie di strafalcioni che annovera le gare contro Crotone, Venezia, Brescia, Pescara e Lecce. Per onestà intellettuale ed amor di verità va rimarcato come in altrettante circostanze, se non di più, Micai abbia salvato capra e cavoli con i suoi interventi risolutori. L’estremo difensore virgiliano dovrà ritrovare serenità e sicurezza, forte della fiducia rimarcata e ribadita da Gregucci in sala stampa dopo il derby col Benevento.

Insomma, per il momento non sono in programma avvicendamenti tra i pali granata. Vannucchi era e resterà il dodicesimo, pronto a subentrare soltanto in caso di improcrastinabile necessità. Perché in un calcio sempre più nevrotico una delle poche e storiche regole non scritte ad avere ancora valenza è proprio quella relativa alle gerarchie in porta. L’alternanza non giova, vanno chiariti subito i ruoli. Ne sa qualcosa Thomas Strakosha, da anni titolare indiscusso della Lazio dove alterna ottime prestazioni a pesanti strafalcioni. “La piazza di Salerno lo ha massacrato ed ora gioca titolare in A”: un falso storico, un luogo comune che non corrisponde alla realtà dei fatti. Perché fu l’allenatore Torrente a chiedere disperatamente a proprietà e dirigenza l’ingaggio di un numero uno esperto che si materializzò in Alberto Frison a poche battute dalla chiusura del mercato. Avventura durata peraltro lo spazio di un amen: problemi personali mai completamente chiariti indussero l’ex portiere del Frosinone a rescindere il contratto. La Salernitana ripiegò su Pietro Terracciano del Catania che vinse in extremis il ballottaggio con l’ex Ciro Polito. Il resto è storia tristemente nota: Strakosha disputò le prime due gare in Tim Cup e le prime due di campionato con Avellino e Brescia per poi scivolare in panchina già alla terza giornata e non certo per le critiche della piazza. Terracciano subentrò fino alla settima quando con un autentico regalo spianò la strada alla vittoria del Trapani per mano del salernitano Nicola Citro. Strakosha tornò ad occupare i pali dall’ottava giornata fino alla quindicesima giornata quando fu definitivamente rimpiazzato dall’attuale numero dodici della Fiorentina. Da allora l’estremo albanese giocò soltanto una gara a Trapani per l’indisponibilità del più esperto compagno di reparto. Un’alternanza che in campo produsse effetti disastrosi, con una lunga sequela di strafalcioni che costarono punti preziosissimi ad una precaria Salernitana all’affannata ricerca di punti salvezza. Salvezza che arrivò soltanto tramite la coda play out col Lanciano. In precedenza furono Botticella (con Marruocco prima e De Lucia poi) o più recentemente Berardi e Iannarilli ad alternarsi tra i pali granata senza grossi risultati. La storia insegna che l’alternanza tra i pali fa male. Avanti con Micai, sperando torni a serrare la saracinesca come ad inizio campionato.

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