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Guidoni a R. Alfa: “Difficile avere equilibrio a Salerno, che squadra nel 2000!”

Attaccante della Salernitana dal 1999 al 2001, Stefano Guidoni ha siglato 14 reti in 50 presenze con la maglia granata e conosce bene il campionato di Serie B che ora vede una Salernitana quarta in classifica dopo il turno di riposo e con alle porte la difficile trasferta di Cittadella. “É il solito campionato dove l’equilibrio regna sovrano, non vedo una schiacciasassi. La Salernitana in casa ha fatto molto bene, in trasferta sta facendo un po’ più di fatica ma storicamente è difficile che qualcuno si stacchi dalle altre. Campionato da vincere con tanto equilibrio, ingrediente difficile da trovare a Salerno ma ci sono tutte le componenti per giocarsela fino in fondo”. Su Colantuono“É uno degli allenatori più esperti sulla piazza, è un grande motivatore ed in un campionato come quello di B la compattezza del gruppo e le motivazioni possono fare la differenza. Ci sono squadre come Palermo, Lecce, Benevento spinte da tifoserie importanti ma anche Salerno come piazza può darti tanto”.

Da buon attaccante Guidoni analizza il reparto avanzato dei granata: “La Salernitana ha una  batteria di attaccanti bene assemblata, ci sono giocatori che vengono da situazioni diverse. Bocalon lo scorso anno ha fatto molto bene al suo primo vero anno in B, Jallow è esploso l’anno scorso e ci può stare un piccolo rallentamento, Djuric non ha mai segnato tanto ma è fondamentale per l’economia di gioco. La coppia migliore? Quella che fa più gol, inutile girarci intorno. Le caratteristiche dei tre attaccanti sono diverse, potrebbero esserci tre coppie, non dimentichiamo che quello di B è un campionato molto lungo. Ora la vena realizzativa di Djuric e Jallow è inferiore ma qualche gol potrà arrivare anche dal centrocampo”. Il ricordo più bello dell’esperienza a Salerno: “Il mio primo anno a Salerno è stato tra i più belli della mia carriera, c’era una grandissima squadra con Vannucchi, Marco Rossi, Di Michele, c’erano giovani vogliosi di emergere e calciatori esperti. Peccato che non riuscimmo a giocarci la promozione fino in fondo ma vivemmo un anno fantastico, penso alla rimonta col Vicenza, il ko con l’Atalanta col sostegno dei tifosi”.

Infine un’analisi sul momento del calcio italiano: “Il luogo comune è quello di dire che il livello s’è abbassato. Fatichiamo a produrre giocatori e non diamo spazio ai giovani, oggi ci sono poche società che ‘rischiano’. A Cittadella c’è un’altra mentalità anche se stanno provando ad alzare l’asticella rispetto alle precedenti stagioni dopo aver acquisito maggiore consapevolezza”.

 

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