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Con Gregucci in campo sempre gli stessi, ma senza risultati: Rosina e DiGe chiedono più spazio

Una rivoluzione annunciata, ma non formalizzata. Cambiare tutto per non cambiare nulla. O quasi. Lo scorso dicembre la Salernitana ha cambiato allenatore, ringraziando Colantuono e scegliendo Angelo Gregucci. Una mossa anticipata anche per sfruttare il mercato invernale, che si sarebbe aperto circa dieci giorni dopo l’arrivo del nuovo tecnico. Ma sin dai primi minuto dal suo ritorno sulla panchina di Via Allende, Gregucci ha dichiarato di dover conoscere bene la rosa, analizzarla, approfondirla, prima di aprire un qualsiasi discorso sul mercato. A fine gennaio, però, il rammarico per non aver colmato lacune già evidenti da tempo è stato lampante e adesso non si può più correre ai ripari.

Gregucci avrà a diposizione questa rosa fino alla fine e uscire dal tunnel degli orrori sembra una missione impossibile. A meno che non si decida di effettuare veramente quella rivoluzione annunciata e che poi è stata messa un po’ in disparte. Perché se è vero che il tecnico pugliese ha bisogno di certezze in questo momento di difficoltà, è anche vero che queste certezze non sono mai state garantite dai titolari, sempre presenti da Colantuono a Gregucci.

Quando è arrivato a Salerno, l’ex vice di Mancini ha dichiarato che per lui non esistevano gerarchie e che tutti avrebbero avuto una chance. La verità, invece, è raccontata dai numeri e le statistiche dicono che in campo vanno sempre gli stessi. Da quando Gregucci è il nuovo allenatore della Salernitana, i granata hanno giocato sette volte. La qualità del gioco non è cambiata, i punti raccolti sono stati pochi (solo 8) e la crisi non è finita. Novità nel modulo (sempre più spazio al 3-4-2-1) ma non negli interpreti. O quasi.

Gregucci ha attuato delle piccole correzioni rispetto alla precedente gestione, impuntandosi però sulle sue scelte senza apertura a possibili nuove soluzioni. I fedelissimi di Colantuono Casasola e Djuric sono stati accantonati per cercare di recuperare Pucino e Djavan Anderson. Il centrocampista in meno nel modulo, invece, ha favorito l’ingresso di André Anderson colpevolmente dimenticato in precedenza.

Nelle ultime sette partite naturalmente il più presente è stato Micai che non ha saltato nemmeno un minuto. Subito dopo Gigliotti, fuori solo per un quarto d’ora. Dopo l’italo francese, i difensori più presenti sono stati Migliorini e Pucino (450’) mentre Vitale finché c’è stato ha sempre giocato (425’). Buona manciata per Perticone, piange il piatto di Mantovani ma soprattutto di Schiavi. Il capitano ha raccolto appena 163 minuti, nonostante i buoni rapporti che lo legano all’allenatore. 15’ minuti per Bernardini invece, che sta tornando in forma.

In mediana l’insostituibile è Di Tacchio (540’), mentre Akpa se sta bene gioca sempre (337’). La sorpresa è Djavan Anderson impiegato per 352’: molti di più rispetto ai 247’ di Casasola. Minala è tornato e sta trovando fiducia (234’), ma per tutti gli altri le porte sono chiuse. Di Gennaro ha giocato solo 42’ minuti, Mazzarani è entrato a fine gara con il Foggia e poi è stato lasciato nel dimenticatoio. Addirittura Castiglia ha più minuti dei due, mentre non hanno mai trovato spazio Palumbo e Bellomo a fine 2018 più l’infortunato Odjer.

In attacco sono Djuric e Vuletich ad aver pagato di più il cambio allenatore. Il bosniaco ha trovato solo 95’, addirittura nessuna presenza per l’argentino. Jallow è sempre la prima scelta (550’), André Anderson una piacevole scoperta (501’). Forse Bocalon avrebbe meritato più spazio, infatti il suo addio si spiega anche nei pochi minuti concessi da Gregucci: solo 192. Comunque più di quelli messi a disposizione di Alessandro Rosina. Il fantasista calabrese ha giocato solo 175’, anche lui meno di Castiglia. Forse per innalzare l’indice di pericolosità offensiva servirebbero in campo più calciatori di qualità e Rosina e Di Gennaro non possono non giocare in una squadra così poco pericolosa.

Solo 12, infine, i minuti in campo di Francesco Orlando. L’ex Vicenza ha avuto una storia tormentata, da quando è a Salerno o è infortunato o non riesce a trovare continuità. Ma nelle ultime due partite la Salernitana non è mai riuscita a tirare in porta. Forse anche Orlando meriterebbe un’opportunità.

 

IL MINUTAGGIO DEI CALCIATORI DELLA SALERNITANA SOTTO LA GESTIONE GREGUCCI

Micai 630’

Vannucchi, Lazzari, Russo 0’

 

Gigliotti 615’

Migliorini 450’

Pucino 450’

Vitale 425’

Perticone 327’

Mantovani 270’

Casasola 247’

Schiavi 163’

Lopez 90’

Bernardini 15’

 

Di Tacchio 540’

Djavan 352’

Akpa  Akpro 337’

Minala 234’

Castiglia 180’

Di Gennaro 42’

Mazzarani 17’ col Foggia

Palumbo, Odjer, Bellomo 0’

 

Jallow 550’

André  501’

Bocalon 192’

Rosina 175’

Djuric 95’

Orlando 12’

Calaiò 11’

Vuletich 0’

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